La Cina fa cinquina (o quasi)

In realtà fa quaterna ma cinquina fa più effetto, non è né il “ci siamo quasi” della quaterna, né il too much della tombola. Poi si sa, a Capodanno parecchi giocano a tombola, utilizzando sia i fagioli per coprire i numeri delle cartelle, sia la pasta, e c’è anche chi usa i mandarini improfumando chicchessia (sulle dita l’odore resta come minimo per cinque giorni). Fatto sta che siamo in pieno capodanno cinese e i cinesi magari non giocheranno a Tombola, ma i mandarini sono comunque un loro porta fortuna.
Per celebrare il Capodanno Cinese, festeggiato in grande anche a Fidenza Village fino al 29 gennaio, la decisione più saggia era quella di dedicare un post ad alcuni stilisti “di laggiù”. Quindi ho deciso di raggrupparne un po’ che avessero tutti una caratteristica comune: il cognome. La Cina (della moda) è dei Wang.

Vera Wang

Se si festeggia il Capodanno voglio cominciare con una Wang famosa soprattutto per degli abiti che celebrano sempre qualcosa, nel suo caso il matrimonio. Stilista statunitense ma di origini cinesi, Vera Wang ha praticamente confezionato abiti da sposa per tutte (quindi ne farà uno anche per me?). Notizia recente è che anche l’abito nuziale di Blair, ovvero Leighton Meester, che si deve sposare con il Principe di Monaco Louis (Hugo Becker), sia suo. Sto parlando di Gossip Girl ovviamente.  In passato si sono messe in fila pure Mariah Carey, Uma Thurman, Jennifer Garner e Victoria Beckham.
Piace per: l’architettura degli abiti, la geometria che se pur complessa pare semplicissima e la purezza delle forme.

Uma Wang

Ha il nome della Thurman e il cognome di Vera, 1+1 fa due quindi è Uma Wang, che per chi non la conoscesse, ha lanciato il suo marchio nel 2005 a Londra, dopo aver studiato alla China Textile University e poi alla Central Saint Martins.
Piace per: le silhouette non definite, i capi over, le sovrapposizioni.

Alexander Wang

Le star hanno tutte la sua borsa, quella con le borchie sotto, la Coco Duffel, ma anche la Rocco bag, dalle sorelle Olsen alla sorella di Paris Hilton. Lo stilista statunitense dalle origini cinesi Alexander Wang ha bruciato le tappe: dopo la Parson Shool di New York, nel 2007 lancia la sua prima collezione da donna ready to wear e da lì viene piazzato sugli scaffali di  Barneys NYCNeiman Marcus e Selfridges. E tanto di cappello anche alla mamma di Alexander, che sostiene da sempre i nuovi talenti (a novembre l’abbiamo vista partecipare ad un progetto insieme alla direttrice di Vogue Italia Franca Sozzani a Shangai per selezionare alcuni emergenti)
Piace per: il suo mix di rock-grunge e sport-chic.

Vega Wang

Anche Vega Zaishi Wang è stata notata da Vogue, ma d’altra parte era impossibile non notarla. Si è laureata alla Central Saint Martins con una collezione ispirata al mare la cui ultima uscita è stato un outfit tempestato di led luminosi  ed è tra le cinesi stiliste emergenti più quotate. E mi sembra anche ovvio perché è rappresentante di un’eleganza tutta sua, non classica, ma ironica, dai colori accessi, specie il rosso che abbiamo capito sia il suo preferito.
Piace per: le sue geometrie studiate a tavolino che disegnano la silhouette e caratterizzano i dettagli. Scolli a cuore, gale o maglie asimmetriche mescolano severità e leggerezza. A me piace un sacco!

Haizen Wang

In realtà intendevo quasi cinquina perché Haizhen Wang non è proprio cinese, ma un’etichetta con base a Londra fondata ne 2010. Però sempre Wang è, via! In realtà il gusto è molto London, e infatti a me piace parecchio perché c’è molta pelle e molto nero (tra l’altro mi sembra in tema con la tendenza rock del momento).
Piace per: i tagli asimmetrici, il contrasto tra lo skinny dei pantaloni e i gilet, le giacche o le maglie over, il mood da bad girl e anche da ragazza da serata post-concerto.

E per brindare al Capodanno Cinese come si dice? Cin-cin? (ho fatto la battuta, ora mi sotterro).

 Lucia Del Pasqua

 

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